Sunday, March 1, 2009

CASE PREFABBRICATE: IL CRITERIO DI SCELTA DELLA DITTA

    MOLTE PERSONE MI CHIEDONO DI CONSIGLIARE LORO IL NOME DI QUALCHE AZIENDA DEL SETTORE AFFIDABILE.
    COME HO EVIDENZIATO CHIARAMENTE NEL MIO PROFILO, HO SCELTO DI LEGARE IL MIO NOME AD HAAS FERTIGBAU.

    Questo blog, tuttavia, nasce con l’intento di divulgare la conoscenza sulle case prefabbricate e non vuole essere una vetrina pubblicitaria, per cui, pur consapevole di cacciarmi in un terreno viscido, tenterò di dare un punto di vista il più neutrale possibile.
    Questo tipo di abitazioni vede la luce negli anni ’70 in Germania, Austria e Svezia, dove la cultura delle abitazioni in legno era, per ovvie ragioni di disponibilità di materiale, ben radicata.
    La necessità di difendersi dalle rigide temperature dell’inverno del nord Europa, unitamente ai crescenti costi per il riscaldamento, dovuto alla concomitante crisi energetica, hanno portato ad un’evoluzione della tradizionale carpenteria in legno locale.
    La ricetta era molto semplice. Strutture a telaio, flessibili ed antisismiche, con grande portata e durata nel tempo, abbinate a tamponamenti isolanti di grande spessore e ulteriore cappotto di isolamento esterno. Eliminazione dei ponti termici, serramenti isolati con vetri doppi a bassa trasmittanza e soprattutto realizzazione dell’intera struttura dell’abitazione nello stabilimento, assemblaggi perfetti, test a tenuta e tempi di costruzione ridottissimi, con lavorazioni in opera limitate al montaggio a garanzia della massima efficienza termica dell’edificio.
    Si tratta dunque di una tecnologia matura e consolidata nel tempo che può contare oramai su grandi numeri. Le continue piccole innovazioni apportate negli anni hanno migliorato sempre più il livello di queste abitazioni, garantendo in generale un’ottima qualità complessiva delle case prefabbricate, unitamente ad un’ampia offerta di proposte, dovuta al recente ingresso nel settore di molte nuove aziende, italiane e dell’est Europa in particolare.
    Il consumatore può essere oggettivamente disorientato, soprattutto dopo la visita ad una fiera tematica. In genere le ditte più piccole sono soprattutto importatori di marchi esteri con una buona esperienza, anche se non mancano i casi di aziende sinora attive nel settore della carpenteria e falegnameria da poco affacciatesi nel campo delle abitazioni prefabbricate (soprattutto del tipo “blockhaus”). Dal mio punto di vista il potenziale cliente può essere rassicurato, dato che si tratta di un settore competitivo che premia le buone aziende e espelle rapidamente quelle mediocri.
    Detto questo, un primo criterio è senz’altro il prezzo. Se avete già confrontato qualche preventivo, vi sarete accorti che i prezzi sono estremamente livellati. Va da se che ci vi chiede molto meno non sarà assolutamente in grado di fornirvi una casa prefabbricata della medesima qualità delle ditte più conosciute. Se il vostro scopo è realizzare un’abitazione in poco tempo spendendo poco, avete trovato ciò che fa per voi, ma se, come spero, ricercate un’abitazione ecologica e a risparmio energetico, scartate rapidamente chi punta tutto su un listino aggressivo.
    Alcune ditte si posizionano poi in una fascia di prezzo molto più alta. Si tratta di abitazioni spesso firmate da architetti conosciuti con finiture di pregio, che occupano giustamente una nicchia di mercato al vertice. Se avete tanti soldi ….
    Ma in genere chi si avvicina a queste case dovrebbe sempre ricercare un buon rapporto qualità/prezzo. Fatevi fare un preventivo relativo al “grezzo”, dato che le finiture possono far oscillare il costo sensibilmente. Si tratta di un buon parametro di valutazione che andrebbe approfondito nelle singole voci, dato che alcune aziende escludono da questo totale alcuni elementi che per altre ditte sono di serie (canne fumarie, scale, avvolgibili, predisposizioni impiantistiche,…). Potreste scoprire differenze di parecchie migliaia di euro tra preventivi apparentemente simili.
    Esistono anche case prefabbricate in cemento, in laterizio, in fibrocemento o a parete massiccia. Trattare questo tipo di abitazioni sarebbe troppo complesso e non è questo blog la sede appropriata per farlo.
    Supponiamo che abbiate ristretto la scelta a ditte che vi hanno fornito costi simili, con una buona offerta di case a catalogo, analoghe tecnologie, valori di trasmittanza e materiali affini.
    Resta da valutare la qualità effettiva. Le ditte più conosciute possono contare su grandi numeri che difficilmente sono raggiungibili solo grazie ad una mirata campagna pubblicitaria o ad una diffusione capillare sul territorio.
    Quasi sempre ci vengono proposte case definite ecologiche, naturali, bioedili, sostenibili. Si tratta certamente di ottimi slogan, non sempre confermati dai materiali impiegati.
    Quasi tutti i costruttori vi garantiscono per 30 anni dai difetti strutturali. Ci sono però ditte di provata esperienza che esistono da oltre 30 anni ed altre appena nate che ci richiedono di fare un atto di fiducia. E’ inevitabile ricordare che la tecnologia ha origine nella tradizione costruttiva dei paesi al di là delle Alpi, un aspetto difficilmente trascurabile.
    Infine valgono molto la capacità di rispondere ai vostri dubbi (e alle vostre angosce) del vostro interlocutore e la capacità di capire al volo le vostre esigenze e a tradurle nel concreto (quanti mesi prima di vedere un preventivo?).
    Affidarsi al nostro amico tecnico (che magari ne sa meno di noi) non sempre aiuta. L’acquisto di un’abitazione è un passo importante, non affettiamolo sollecitati dall’insistenza di chi ci invita a firmare il contratto, ma valutiamo con pazienza. Difficilmente ci pentiremo della scelta fatta.
    Fidiamoci del nostro istinto (soprattutto a quello femminile…). Il grande segreto è osservare i piccoli dettagli nascosti. Sono questi che fanno davvero la differenza.

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LO SFASAMENTO NELLE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO

    IL TEMA DELLA PROTEZIONE DAL CALDO ESTIVO E’ STATO AFFRONTATO IN PIU’ DI UN’OCCASIONE, MA SI TRATTA SEMPRE DI UNA QUESTIONE DI ESTREMO INTERESSE PER IL CLIENTE DELLE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO.

    La normativa italiana ha imposto di fatto alle aziende produttrici di case prefabbricate la necessità di adattare alle caratteristiche climatiche del nostro paese le soluzioni tecniche utilizzate nei paesi di origine ed, in particolare, di migliorare la capacità di difendere gli ambienti interni dalle alte temperature estive.
    Il Decreto Legislativo 311/06 definisce i requisiti minimi estivi dell’involucro edilizio per il controllo della cosiddetta "inerzia termica". In sostanza, il decreto prevede per alcune fasce climatiche l’obbligo di rientrare in un valore minimo per la massa superficiale dei muri esterni e del tetto, che dovrà superare i 230 kg/m2, intonaci esclusi.
    casa prefabbricata, sfasamento termicoIl decreto permette di utilizzare in alternativa tecnologie e materiali innovativi che permettano di contenere le oscillazioni della temperatura degli ambienti in funzione dell’irraggiamento solare. Si tratta di un aspetto complesso, ma importante, che permette di calcolare in modo corretto l’isolamento delle partizioni opache leggere, come i muri e i pacchetti di copertura delle case prefabbricate, in grado di difendere efficacemente dal caldo pur utilizzando una semplice struttura a telaio.
    Si parla allo scopo di "trasmittanza termica periodica", ovvero una delle proprietà termiche dinamiche che caratterizzano l’inerzia termica dell’involucro edilizio, un parametro fondamentale per descrivere il comportamento della struttura nei confronti dei carichi termici esterni che lo attraversano.
    Il calcolo della massa viene effettuato, normalmente, considerando un regime termico "stazionario". Si suppone infatti che la differenza tra le temperature, all'esterno e all'interno dell'edificio, sia costante nel tempo. Tale simulazione, accettabile per il calcolo energetico durante la stagione invernale, porta a risultati errati nella ricerca della prestazione in regime estivo delle case prefabbricate, in quanto durante l'arco della giornata la temperatura esterna e quella interna hanno continue variazioni, richiedendo delle valutazioni di tipo dinamico.
    Trattandosi di un calcolo assai complesso, non è mia intenzione entrare troppo nel tecnico, ma è utile sapere che si definisce trasmittanza termica periodica il parametro che valuta la capacità di un elemento opaco di sfasare ed attenuare il flusso termico che la attraversa nell’arco delle 24 ore ed andrà riferita non solo alla massa, ma anche sulla base delle caratteristiche termo-fisiche dei materiali (conducibilità termica, spessore, calore specifico e densità) e dalla stratigrafia della struttura e terrà conto del fattore di attenuazione e del coefficiente di sfasamento temporale.
    Si parla spesso di "sfasamento" dell’onda di calore, temine che sta diventando una sorta di slogan dei produttori di case prefabbricate in legno per definire la qualità estiva di una parete, così come si utilizza la trasmittanza per indicare le capacità di isolamento delle case prefabbricate. Se non si conosce l’esatto significato di questi termini si rischia di farsi condizionare superficialmente da parametri che estrapolati dal contesto costruttivo appaiono poco significativi, se non fuorvianti.
    Genericamente, se una parete, in laterizio o di legno, non garantisce uno sfasamento accettabile la temperatura di un ambiente interno risente in breve tempo dei valori raggiunti all'esterno.
    In soldoni, se affermo che le pareti delle case in legno sono in grado di fornire uno sfasamento di 10 ore, otterrò un buon risultato in termini commerciali, ma non avrò reso un buon servizio al mio potenziale cliente, in quanto:

    • Lo sfasamento in ore tra l’onda esterna e quella interna è solo uno dei fattori che determina le caratteristiche microclimatiche esterne ed è la capacità di una parete a far sentire più tardi, nel tempo, gli effetti termici che si hanno all'esterno.
    • Andrebbe correttamente valutata la capacità di smorzamento dell’onda stessa da parte della parete, ovvero la riduzione del valore di temperatura verificatosi nel tempo.
    • Le vetrate, molto più delle pareti, definiscono l’effettivo guadagno termico estivo. Esse andranno correttamente dimensionate e protette dall’eccesso di radiazione solare.
    • Lo sfasamento dovrebbe essere, al pari della trasmittanza, certificato da un ente esterno autorevole e non costituire un dato approssimativo ed opinabile.

    Il cliente delle case prefabbricate in legno deve dunque sapere che le soluzioni sul mercato sono in grado di difendere efficacemente dal caldo estivo, ma che non si può prescindere da una accorta progettazione bioclimatica dell’involucro edilizio.

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